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Multedo
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top
mwdgMultedo (mwdwMortiou in mwealigure) è un quartiere del ponente mweqgenovese, amministrativamente compreso nel mwegMunicipio VII Ponente; un tempo comune autonomo, è situato tra mwewSestri Ponente e mwfaPegli, a partire dal 1875 fu amministrativamente unito a quest'ultima.cite-ref-1[1]
Contents
• Toponimo
• Clima
• Storia
• Strade
• Ferrovie
• Ospedali
• Sport
• Note
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Descrizione del quartiere
Toponimo
Il nome del quartiere, attestato fin dal mwhwXII secolo, è legato, come quello di molte altre località del genovesato, alla presenza delle specie vegetali che caratterizzavano il territorio. Il termine mwiamurtiòu in lingua locale significa infatti mwiqmirteto (bosco di mwigmirti), pianta spontanea comunissima sulla costa mwiwligure e nell'immediato entroterra. Questa essenza vegetale, sempre nella zona di Genova, ha dato il nome anche alla frazione di mwjaMurta, nel quartiere di mwjqBolzaneto e al colle di Multedo, nel quartiere di mwjgCastelletto.
Territorio
Multedo è una delle unità urbanistiche in cui è suddiviso il mwkqMunicipio VII Ponente della città di Genova.
Multedo ha avuto una storia tormentata dal punto di vista amministrativo. Assegnato in tempi diversi alla giurisdizione dei centri vicini, rispetto ai quali ha sempre sofferto di questa subalternità. In epoca medievale Multedo apparteneva alla pieve di mwkwPrà, nel mwlatardo medioevo fu accorpato alternativamente a Pegli e a mwlqSestri Ponente. Con la mwlgrepubblica democratica divenne comune autonomo, inserito nel mwlwMandamento di Sestri Ponente, ma nel 1875 fu annesso al comune di Pegli (Regio Decreto 11/8/1874 nº2169). Con il mwmaregio decreto-legge n. 74 del 14 gennaio 1926, il comune fu aggregato a quello di Genova, nell'ambito della creazione della cosiddetta mwmqGrande Genova, la cui nuova entità amministrativa diventò operativa dal 1º luglio 1926.cite-ref-ref-a-2-0[2]
L'unità urbanistica di Multedo è una delle più estese del ponente genovese (oltre 19mwnw km²), in quanto comprende la maggior parte della mwoaVal Varenna, ma l'area urbanizzata è solo poco più di 1mwoq km².cite-ref-3[3] A Multedo appartiene tutta l'alta Val Varenna, con le frazioni di Carpenara e S. Carlo di Cese e la zona a sinistra della bassa valle.
Multedo confina a levante con il quartiere di Sestri, a ponente con Pegli e, lungo i crinali montuosi, con Prà e Voltri, a nord con il comune di mwpwCeranesi, nell'alta mwqaVal Polcevera.
Clima
mwrwSTAZIONE METEO LIMET (m.55 slm) dal 2018 al 2022
| Mese | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 12,6 | 13,3 | 15,3 | 18,3 | 21,4 | 26,1 | 28,8 | 29,5 | 26,3 | 21,4 | 16,1 | 12,8 | 12,9 | 18,3 | 28,1 | 21,3 | 20,2 |
| T. media ( °C ) | 8,9 | 9,6 | 11,1 | 14,0 | 17,3 | 22,1 | 24,5 | 25,0 | 21,6 | 17,4 | 12,5 | 9,3 | 9,3 | 14,1 | 23,9 | 17,2 | 16,1 |
| T. min. media ( °C ) | 6,0 | 6,7 | 7,7 | 10,5 | 14,0 | 18,7 | 21,0 | 21,5 | 18,2 | 14,6 | 9,9 | 6,8 | 6,5 | 10,7 | 20,4 | 14,2 | 13,0 |
| T. max. assoluta ( °C ) | 19,1 (2018) | 20,2 (2022) | 22,9 (2019) | 29,5 (2018) | 29,6 (2018) | 34,9 (2019) | 38,2 (2022) | 36,2 (2022) | 32,6 (2019) | 27,1 (2018) | 21,1 (2020) | 21,0 (2022) | 21,0 | 29,6 | 38,2 | 32,6 | 38,2 |
| T. min. assoluta ( °C ) | 0,6 (2019) | −4,4 (2018) | −0,8 (2018) | 3,8 (2020) | 6,2 (2019) | 14,3 (2021) | 16,4 (2019) | 15,9 (2020) | 10,8 (2020) | 9,3 (2020) | 3,5 (2018) | 1,3 (2020) | −4,4 | −0,8 | 14,3 | 3,5 | −4,4 |
| Precipitazioni ( mm ) | 108,7 | 54,9 | 113,6 | 95,9 | 93,6 | 40,2 | 30,8 | 60,6 | 61,9 | 292,4 | 305,2 | 123,5 | 287,1 | 303,1 | 131,6 | 659,5 | 1 381,3 |
Demografia
Come singola mwswunità urbanistica, Multedo contava al 31 dicembre 2022 una popolazione di mwta4 390 residenticite-ref-statistica-genova-4-0[4].
Storia
Le origini
Secondo la mwwaleggenda, Multedo fu uno dei numerosi approdi sulle coste liguri dei santi mwwqNazario e Celso che, ai tempi dell'imperatore mwwgNerone, avrebbero iniziato l'evangelizzazione della Liguria, ed ai quali è intitolata la chiesa mwwwparrocchiale.cite-ref-fuori-mura-5-0[5]
Le prime case sorsero sul mwyqpromontorio che chiudeva a ponente il golfo di Sestri, lungo la frequentatissima via mwygmedioevale che collegava Genova con i paesi della mwywriviera, impropriamente chiamata via Antica Romana, ancora oggi ben conservata nel tratto che attraversa il paese.cite-ref-fuori-mura-5-1[5]
Il mwbgGiustiniani, mwbwvescovo e mwcastorico, nei suoi "Annali", scritti all'inizio del mwcqCinquecento, dedica solo un breve cenno alla "villa" (cioè il borgo) di "Morzio", allora abitata da settanta famiglie ("fuochi"):
«
Ed appresso viene il fiume
Varena
con la villa Morzio, in spazio di un miglio, con settanta fuochi. E di qua da Morzio è il monastero di Monte Oliveto.
»
(Agostino Giustiniani, "Annali della Repubblica di Genova", 1537)
Nei secoli successivi sul promontorio furono costruite ville patrizie, con i giardini che arrivavano quasi al mare.
L'Ottocento
Divenuto comune autonomo alla fine del mwdgSettecento, al tempo della mwdwRepubblica Ligure napoleonica, così lo descrive lo mweaZuccagni-Orlandini nella prima metà dell'mweqOttocento, negli anni dell'autonomia comunale:
«
Siede in riva al mare quasi in punto centrale tra i due torrenti
Chiaravagna
e
Varenna
; la strada regia gli passa in mezzo. La Chiesa priorale è dedicata ai SS. Nazario e Celso. S. Carlo delle Cese è un'altra cura del Comune, il quale estende alquanto i suoi confini sulle montagne che gli restano a
tramontana
. L'edifizio più bello di tutto il distretto è la
Villa Lomellino
presso la Varenna, cui il
Dupaty
prese tanto diletto a descrivere: nei giardini che le si aprono attorno parve a quello straniero di veder ricinto tutto ciò che può formarsi dall'umano ingegno colla terra, coll'acqua e coi fiori: a dir vero il così detto Bosco è luogo di delizia di straordinaria amenità; tanti sono i viali arborati, i canali, i laghetti di quel ricinto.
»
(Attilio Zuccagni-Orlandini, "Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole", 1836)
mwfaGoffredo Casalis nel suo mwfqDizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, cita come prodotto tipico della zona il vino e, per la frazione di San Carlo di Cese, le castagne. Sempre Casalis riporta che nel territorio di Multedo si trovavano parecchie cartiere, un cotonificio e una fonderia di rame.cite-ref-casalis-6-0[6]
Il Novecento
Per secoli piccolo ma rinomato centro residenziale e di villeggiatura, ancora all'inizio del nuovo secolo vi erano sorti villini in stile mwiaLiberty con le caratteristiche torrette coloratecite-ref-fuori-mura-5-2[5], ma nel corso del mwjqNovecento il quartiere è stato interessato da importanti fenomeni di industrializzazione. Già negli mwjganni dieci l'mwjwAnsaldo aveva costruito, nell'area a mare adiacente ai mwkacantieri di Sestri Ponente le "mwkqFonderie di Multedo", un complesso di capannoni progettato da Adolfo Ravinetti, attivo fino agli mwkganni ottanta, di notevole interesse dal punto di vista dell'mwkwarcheologia industriale e al giorno d'oggi ristrutturato e sede di aziende private.
È stato però nel mwmqsecondo dopoguerra che uno sviluppo industriale incontrollato, in netta contrapposizione con la crescita equilibrata della prima industrializzazione, ha mutato radicalmente il volto del quartiere, stravolgendolo completamente. In breve tempo in spazi ristretti sorsero il mwmgPorto Petroli di Genova, inaugurato nel 1963, insediamenti mwmwindustriali, depositi mwnapetroliferi e il casello autostradale di mwnqGenova-Pegli dell'mwngAutostrada A10.cite-ref-sagep-7-0[7] Gli insediamenti petroliferi (porto petroli e depositi) sono stati nel tempo causa di tragici incidenti, il più grave dei quali avvenne il 12 luglio 1981, quando si contarono sette morti e numerosi feriti per l'esplosione della mwowpetroliera giapponese mwpaHakuyoh Maru, colpita da un mwpqfulmine mentre era attraccata nel porto petroli.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]
Sulla collina di monte Oliveto era presente un tempo la "Villa Pignone", distrutta nel dopoguerra per far spazio ad insediamenti industriali mai realizzati. A seguito di questo scempio, risultato peraltro inutile, è rimasta la cancellata d'ingresso con l'ex casa del custode, il parco alberato e gli archi del basamento quasi completamente occultati dalla vegetazione.
Allo scempio industriale sono sopravvissute la mwtaVilla Lomellini Rostan (ma non il suo bellissimo parco), la chiesa di Monte Oliveto e la mwtqspiaggia, alla foce del Varenna, compromessa però dalla presenza del vicino porto petroli e della pista dell'mwtgAeroporto "Cristoforo Colombo", protesa sulla penisola artificiale che chiude a mare l'area del porto petroli.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
Villa Lomellini Rostan
La villa Lomellini Rostan è una dimora patrizia situata a poca distanza dal mwwatorrente Varenna, che delimita l'area di Multedo da quella di Pegli. Costruita nel mwwqXVI secolo dalla mwwgfamiglia Lomellini, fu restaurata nel mwwwSettecento da mwxaAgostino Lomellini, politico e letterato, mwxqdoge dal 1760 al 1762; dopo il suo ritiro dalla vita politica, nel 1784, Agostino Lomellini incaricò mwxgEmanuele Andrea Tagliafichi della progettazione del mwxwgiardino all'inglese, che divenne uno dei più belli e ammirati d'Europacite-ref-fosca-11-0[11]cite-ref-tci-12-0[12], come testimonia anche il sopra citato testo dello mw0aZuccagni-Orlandini.
Sempre per via ereditaria, passò alla famiglia Reggio. Conserva al suo interno un ciclo di mw3gaffreschi di mw3wBernardo Castello. Il giardino disegnato dal Tagliafichi è invece scomparso nella seconda metà del mw4aNovecento, quando parte di esso fu trasformato in un mw4qcampo da calcio e il resto sacrificato per la realizzazione di depositi petroliferi e dello svincolo di Pegli dell'mw4gautostrada A10.cite-ref-fosca-11-2[11]cite-ref-tci-12-1[12]
Tuttora di proprietà dei marchesi Reggio, dal 2005 ospita la sede sociale del mw7aGenoa CFC che già da molti anni utilizzava il campo sportivo, intitolato al mw7qpapa Pio XII, come sede di allenamento.cite-ref-fosca-11-3[11] Dallo stesso anno il complesso sportivo è intitolato a mw8gGianluca Signorini, storico capitano della società, prematuramente scomparso nel 2002 a soli 42 anni.
Architetture religiose
Chiesa di S. Maria di Monte Oliveto
La chiesa di mw-wS. Maria e dei Santi Nazario e Celso in Multedo, più conosciuta come mw-aS. Maria di Monte Oliveto o semplicemente chiesa di Monte Oliveto, fu fondata dai mw-qCarmelitani calzati nel mw-gXVI secolo.
Una prima chiesa dedicata ai Santi Nazario e Celso e dipendente dalla mwaqapieve di mwaqePrà esisteva probabilmente già prima dell'mwaqiXI secolo, ma è citata per la prima volta in un documento del 18 marzo 1210; nel 1248 risultava essere mwaqmparrocchiale; nel 1432 fu saccheggiata dalle truppe di mwaqqFilippo Maria Visconti, mwaquduca di Milano, in guerra con la mwaqyRepubblica di Genova.cite-ref-diocesi-13-0[13]
Nel 1516 i Carmelitani, guidati da un certo Ugolino Marengo di mwaqwNovi, si insediarono nella parrocchia grazie all'appoggio dei Lomellini; ottenuta l'approvazione del mwaq0papa Leone X essi avviarono la costruzione della nuova chiesa di Monte Oliveto, intitolata alla mwaq4Natività di Maria e dell'annesso convento. Il nuovo edificio sacro fu costruito in posizione preminente sul colle sovrastante la vecchia chiesa. I lavori di costruzione si protrassero a lungo (nel 1582 una nota del visitatore apostolico mwaq8Francesco Bossi sollecitava il termine dei lavori;cite-ref-oratorio-14-0[14]) il 12 luglio 1584 un decreto del vicario generale dell'arcidiocesi di Genova Clemente Politi trasferì la parrocchialità alla nuova chiesa, pur non del tutto ultimata.cite-ref-chiesa-multedo-15-0[15] Al titolo della nuova parrocchia fu aggiunto anche quello dei Santi Nazario e Celso della vecchia chiesa, che divenne sede della mwargconfraternita.cite-ref-diocesi-13-1[13] I Lomellini diedero un apporto decisivo al completamento dell'edificio e nel 1586, in segno di riconoscenza, i padri carmelitani concessero loro il diritto della sepoltura nella chiesa.cite-ref-chiesa-multedo-15-1[15]
A cavallo tra il mwasyXVI e il mwascXVII secolo il convento di Monte Oliveto visse il suo periodo di maggior splendore: la presenza di figure di spicco dell'ordine carmelitano contribuì ad accreditare il complesso come centro culturale e di potere.cite-ref-chiesa-multedo-15-2[15]
La chiesa, consacrata il 6 luglio 1637 dal mwas0vescovo di Noli Angelo Mascardi, subì danni e saccheggi nelle guerre del mwas41746-1747 e del mwas81800. Nel 1812 i Carmelitani, ridotti di numero, abbandonarono la parrocchia e la chiesa fu affidata al clero secolare; subì vari restauri nell'mwataOttocento, quando fu rifatta la facciata (1840)cite-ref-tci-12-2[12], e all'inizio del mwatuNovecento.cite-ref-diocesi-13-2[13]
La chiesa ha tre mwatsnavate e nove mwatwaltari; conserva numerose opere d'arte, tra queste una tavola di mwat0Pier Francesco Sacchi raffigurante la mwat4"mwat8Deposizione dalla Croce" (1527), alcuni dipinti attribuiti a mwauaBernardo Castello (mwaue"Tutti i Santi", mwaui"mwaumMadonna col Bambino" e mwauq"Santi Nazario e Celso"), due tele di mwauuAntonio Semino (mwauy"mwaucAssunzione" e mwaug"mwaukCrocifisso e Santi", entrambe datate 1585) ed uno mwauoSposalizio mistico di santa Caterina di mwausPier Francesco Piola.cite-ref-16[16] Sull'altare maggiore statua mwavabarocca in marmo della Madonna col Bambino. Notevole il mwavepavimento in mwavimarmo, rifatto nel 1907.cite-ref-tci-12-3[12]cite-ref-diocesi-13-3[13] Il mwavssagrato offre tuttora un ampio panorama sul marecite-ref-fuori-mura-5-3[5], mentre la vista su Pegli è oggi limitata da alcuni moderni caseggiati.
Oratorio dei santi Nazario e Celso
L'mwawioratorio dei mwawmsanti Nazario e Celso sorge sul sito della vecchia chiesa, all'inizio di salita Monte Oliveto, all'incrocio con la via Antica Romana di Pegli. Con il trasferimento della parrocchialità alla nuova chiesa, nel 1584, la vecchia chiesa fu ceduta al patrizio genovese Bartolomeo Lomellini, principale finanziatore della nuova costruzione, con il vincolo che l'edificio fosse comunque utilizzato come luogo di culto. I Lomellini lo affidarono quindi alla mwawqCompagnia dei Disciplinanti, nome con il quale era allora chiamata la locale mwawuconfraternita.cite-ref-oratorio-14-1[14]
L'oratorio, ricostruito nel 1613cite-ref-tci-12-4[12], è una modesta costruzione ad una sola navata. Vi si accede tramite una porta laterale, mentre nella facciata principale, affacciata su uno slargo della salita, con una piccola porta, in tempi recenti sono state chiuse tutte le finestre. All'edificio sono addossate, lungo la salita, alcune costruzioni realizzate in tempi diversi.cite-ref-fuori-mura-5-4[5]cite-ref-oratorio-14-2[14]
All'interno si trova un ciclo di affreschi di mwaxgLazzaro Tavarone con mwaxk"Storie di Cristo e dei santi Nazario e Celso" (1634); vi sono conservati anche una tela di mwaxoGiovanni Agostino Ratti raffigurante l'mwaxs"mwaxwImmacolata" (1749)cite-ref-tci-12-5[12] e un antico mwayebassorilievo della vecchia chiesa, raffigurante la mwayi"mwaymMadonna del Carmine e i santi Nazario e Celso".cite-ref-fuori-mura-5-5[5] Nella mwaygsacrestia è conservata la settecentesca cassa processionale lignea dei Santi Nazario e Celso.cite-ref-oratorio-14-3[14] Nell'oratorio sono svolte attualmente la maggior parte delle attività parrocchiali.cite-ref-fuori-mura-5-6[5]
Infrastrutture e trasporti
Il nucleo storico di Multedo si era sviluppato lungo la medioevale via Antica Romana. Lungo questa strada, frequentatissima via di collegamento tra Genova e il ponente, erano sorte compatte abitazioni a schiera. L'antico percorso è quasi interamente conservato e percorribile in tutto il tratto che attraversa il quartiere, dal confine con Sestri Ponente fino al ponte sul Varenna, nei pressi della villa Lomellini Rostan.cite-ref-fuori-mura-5-7[5]
Strade
La moderna viabilità che attraversa il quartiere è costituita dall'asse di scorrimento formato dalle vie mwaawMultedo di Pegli e mwaa0Ronchi (e dalla parallela a quest'ultima, mwaa4Via mwaa8Simone Pacoret de Saint-Bon, sulla quale si innesta la viabilità proveniente dal vicino casello autostrale).
Autostrade
Il casello autostradale di mwabiGenova-Pegli sull'mwabmA10 (Genova – Ventimiglia) è situato al centro del quartiere di Multedo, gli svincoli lambiscono il campo sportivo Signorini.
Ferrovie
• La stazione ferroviaria più vicina è quella di mwabkGenova Pegli, a circa 1 mwabo km, sulla mwabslinea Genova - Ventimiglia. Questa linea ferroviaria attraversa tutto il quartiere, che però attualmente non dispone di una propria stazione; il progetto di rifacimento del nodo ferroviario di Genova prevede tuttavia la probabile apertura di una stazione, nell'ambito della trasformazione della linea ferroviaria a mare in ferrovia metropolitana.
• Nel territorio di Multedo, nella bassa Val Varenna, esiste anche la mwab4stazione di Genova Granara sulla mwab8linea Genova - Acqui. Raggiungibile solo a piedi dalla sottostante via Carpenara, è servita solo da quattro treni giornalieri.
Trasporti urbani
Il quartiere è servito dalla linea di autobus 1 dell'mwaciAMT, che collega piazza Caricamento a Voltri, attraversando tutti i quartieri del ponente genovese.
Aeroporti
Ospedali
• Ospedale mwac0Padre Antero, mwac4Sestri Ponente - 3,5mwac8 km.
• Ospedale San Carlo, mwadiVoltri - 8mwadm km.
• Ospedale Villa Scassi, mwadcSampierdarena - 9mwadg km.
Sport
Il quartiere ospita il già citato complesso sportivo Signorini, sede sociale e di allenamento del mwadsGenoa CFC.
L'mwad0mwad4A.S.D. Multedo 1930, una delle più importanti associazioni sportive dilettantistiche genovesi, è attiva in diverse discipline sportive quali: mwad8calcio (maschile e femminile), mwaeanuoto, mwaeepesca sportiva, mwaeicicloturismo, e mwaemarti marziali. Ottimi i risultati ottenuti della sezione nuoto e canottaggio, nonché storicamente dalla sezione pallavolo, giunta seconda nel mwaeqCampionato italiano di Serie A nelle stagioni mwaeu1952 e mwaey1953.cite-ref-17[17]
La società disponeva anche di una mwaewpiscina intitolata a mwae0Nico Sapio, giornalista sportivo scomparso nella mwae4tragedia di Brema del 28 gennaio 1966, ma l'impianto è attualmente chiuso in attesa di essere affidato ad un nuovo gestore.cite-ref-18[18] La piscina si trova in via Reggio, accanto allo svincolo autostradale.
Note
cite-note-11. ↑ mwafkmwafomwafsRegio Decreto col quale i Comuni di Multedo e Pegli (Provincia di Genova) a cominciare dal 1° gennaio 1875 formeranno un solo Comune, in mwafwGazzetta Ufficiale del Regno, n.mwaf0 261, 2 novembre 1874.
cite-note-ref-a-22. ↑ mwageRegio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74
cite-note-33. ↑ Comune di Genova - Ufficio Statistica, Atlante demografico della città, luglio 2008.
cite-note-statistica-genova-44. ↑ mwaggDirezione Sviluppo Economico, Progetti di Innovazione Strategica e Statistica - Ufficio Statistica del Comune di Genova, mwagkmwagoNotiziario Statistico (mwagsmwagwPDF), Comune di Genova.
cite-note-fuori-mura-55. ↑ Corinna Praga, "Genova fuori le mura"
cite-note-casalis-66. ↑ mwaiemwaiiGoffredo Casalis, mwaimmwaiqMultedo, in mwaiuDizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna Vol XI, Torino, G. Maspero Libraio, 1843, p.mwaiy 577.
cite-note-sagep-77. ↑ mwaiwFiorella Caraceni Poleggi, mwai0Genova - Guida Sagep, Sagep, 1984.
cite-note-88. ↑ mwaje(mwajimwajmEN) mwajqmwaju30 years ago, su mwajyHCB. The website for the international dangerous goods professional mwajc(archiviato dall'mwajgurl originale il 24 ottobre 2014).
cite-note-99. ↑ mwajwPaolo Galiolo, mwaj0mwaj4Il Corpo dei Piloti del Porto di Genova (mwaj8mwakaPDF), in mwakeLa Casana, aprile 2007 mwaki(archiviato dall'mwakmurl originale il 10 marzo 2016).
cite-note-1010. ↑ mwakcmwakgmwakkLegislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08725, su mwakoSenato della Repubblica.
cite-note-fosca-1111. ↑ mwalqmwalumwalyVilla Rostan, su mwalcFonti per la storia della critica d'arte, Università di Genova.
cite-note-tci-1212. ↑ Touring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, 2009
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Bibliografia
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• mwaqoFiorella Caraceni Poleggi, Genova - Guida Sagep, Sagep, 1984.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwarcDati statistici del Comune sui Municipi e le ex-Circoscrizioni, su comune.genova.it (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012).
• mwarkIl porto Petroli di Genova, su portopetroli.com. URL consultato il 30 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
• mwarsSito della società sportiva A.S.D. Multedo 1930, su multedo1930.it. URL consultato il 9 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2013).